mercoledì 25 aprile 2012

Ne uccide più la matita, davvero.

A volte si pensa che fare qualcosa contro le mafie sia estremamente difficile e impegnativo.
Invece no, c'è uno strumento utilissimo, ed è quello della preferenza sul voto.
C'è una cosa che pochi sanno e immaginano: nei consigli comunali, anche di grandi città, si entra con pochi voti. Con poche centinaia di voti si può diventare consigliere comunale anche a Milano. Undici voti per San Giuliano, poco più per Pavia.
Questo perché sono pochissime le persone che esprimono preferenze, e quindi il numero di quelle necessarie per garantirsi un posto in consiglio comunale, si abbassa.
Non sto dicendo di votare a destra, a sinistra o al centro. Le mafie, a livello locale, parlano con tutti, parlano con chi amministra. E se da una parte noi cittadini spesso ci dimentichiamo di specificare una preferenza accanto al nostro voto, dall'altra i mafiosi sono bravissimi a concentrare le preferenze verso quei personaggi che, una volta eletti come consiglieri, saranno utili quando si discuterà di appalti pubblici.
Quindi non c'è bisogno di essere eroi, non c'è bisogno di andare in piazza né di chissà quale gesto eclatante, per mettere i bastoni tra le ruote alla mafia: basta chiudersi nella cabina elettorale, e oltre a segnare la X sul simbolo che vi piace, indicare anche una preferenza, scrivendo il nome di uno dei candidati. Se ce n'è uno che è di vostra fiducia, ancora meglio. Altrimenti le liste con i nomi sono appese fuori ciascun seggio, basta scegliere.
Il voto mafioso esiste al Nord, come al centro e come al Sud.
Più preferenze "pulite" vuol dire che le preferenze pilotate dalla mafia varranno meno e non sarà così facile per loro piazzare i loro faccendieri nei comuni.
La cosa importante è che lo sappiano in tanti, perché il meccanismo è sì semplice, ma anche poco conosciuto.
La mafia si muove tanto bene, dove gli altri non guardano.

Parlatene in giro, se vi va condividete questo articolo su Facebook, su G+, ditelo agli amici di comuni nei quali ci saranno le elezioni, e spingete anche su twitter, dove è nata la campagna #preferenzepulite.
A volte usare i mezzi che abbiamo per le mani in modo utile è davvero facile.
Perché non farlo?

domenica 15 aprile 2012

Battleship: colpito e affondato.

Questo è un giorno storico.
Sono anni che, di tanto in tanto, parcheggio la mia cinefilia e insieme a degni compagni andiamo a vedere le peggio cacate blockbusterose piene di effetti speciali, al fine di stilare una classifica un po' particolare.
Per entrare in questa classifica, non basta che il film in questione sia pieno di bombe a mano e tricchetracche e di basse pretese neuronali.
No.
Deve essere talmente pieno di cazzate da fare il giro e diventare sublime.
Posto che ci sono pellicole non inseribili per manifesta superiorità, e parlo in particolare di Talos e de La Leggenda degli Uomini Straordinari (la sequenza del Nautilus che viaggia tranquillo per i canali di Venezia e rimane incastrato sotto il ponte dei sospiri digitalmente innalzato a circa 70 metri dal suolo, rimarrà sempre nei nostri cuori), da anni, da troppi anni la testa della classifica non si muoveva, ed il primo posto era appannaggio de La Mummia - il Ritorno, che aveva scalzato La Mummia, il quale aveva scalzato Dante's Peak, eccetera.
Ma oggi è uscito il film che io piazzo diretto, come new entry, al primo posto.

Battleship

Qui siamo di fronte a qualcosa di vero livello.
PREMESSA: da qui in poi sarà pieno di spoiler. Quindi se non vuoi rovinarti la visione della originalissima trama alla base di questo capolavoro, cambia sito.

Ci sono due veri fratelli americani. Si vede che sono veri fratelli americani perché uno è biondo, bello, con gli occhi chiari, i capelli con la riga da una parte, coscienzioso e si sta per arruolare in marina, mentre l'altro è moro, occhi neri, figo, ribelle, coi capelli lunghi, randagio e cazzone.

A sinistra il biondo coscienzioso, a destra il randagio con grande potenziale che però lo spreca perché non si applica. Due gocce d'acqua.
Il cazzone vede lei, la fighetta, e si fa arrestare per conquistarla, ma il fratello coscienzioso si arrabbia perché sai chi è lei? Lo sai chi è?
Chi è?
Chi volete che sia, la figlia del generale della Marina nella quale lui si sta per arruolare, quindi sai che facciamo? Ci arruoliamo tutti e due perché tu devi mettere la testa a posto.

A sinistra foto di coppia della fighetta aristocratica con il bel gnoccone ribelle ma dal cuore coraggioso. A destra la fighetta e basta.


Ma sorvoliamo.
Sullo sfondo di questa ORIGINALISSIMA pantomima familiare americana, c'è che alla NASA (ovviamente popolata da nerd geniali ma brutti come il colera e con la barba incolta) hanno fatto una scoperta EPOCALE. Hanno scoperto che un pianeta, per ospitare la vita, deve essere alla giusta distanza dalla sua Stella.
Né troppo vicino.
Né troppo lontano.
Il direttore della NASA vince lo Zecchino d'Oro perché la commissione del Nobel nel frattempo si è uccisa in coro.
Quindi annunciano in diretta mondiale che hanno trovato un pianeta in un'altra galassia, né troppo vicino né troppo lontano dal suo Sole.
Questo pianeta che tutti cercavano (?) e che nessuno trovava, come lo chiamano?
Punto Pianeta G.
Tutti felici allora su una montagnetta vicino a Pearl Harbor (bella scelta) installano dei super trasmettitori di un qualche tipo di segnale che grazie a un satellite rimbalza-segnale spedisce impulsi al Punto Pianeta G.
In caso ci fosse vita. Hai visto mai.
[pignoleria mode on]
Ora, piccola considerazione scientifica.
Se questo Punto Pianeta G lo stavano cercando da anni senza trovarlo, quando lo trovano si presume che sia piuttosto lontano. Il sistema planetario extrasolare più vicino al nostro dista 15 anni luce, o poco più (Gliese 876). Questo vorrebbe dire che un impulso radio lanciato dalla terra, viaggiando alla velocità della luce nello spazio, impiegherebbe 15 anni a raggiungere uno di quei pianeti.
Mettiamo che questo Punto Pianeta G distasse 15 anni luce, vorrei capire come cazzo fanno gli alieni a essere lì nel giro di pochissimo.
[pignoleria mode off]
Ma sorvoliamo, mica siamo a un convegno di scienza.
Questa è Hollywood, baby, e non puoi farci niente.
Succede allora una cosa originalissima. Gli alieni, incazzatissimi perché il segnale lanciato dalla terra gli disturba le trasmissioni di Real Life, arrivano con 5 oggetti volanti supercorazzati, che dovrebbero essere 4 navi e un sistema di comunicazione (per chiamare rinforzi una volta stabiliti.)
Ma anche qui è in agguato lo sceneggiatore folle di Hollywood. Gli alieni hanno delle navi supercazzute con le quali riescono a viaggiare più veloci della luce fregandosene di leggi della fisica, autovelox, tutor e tutto il resto, ma quella che porta il sistema di comunicazione inciampa in un satellite nell'orbita terrestre probabilmente lanciato negli anni 60 e si schianta su Pechino facendo migliaia di vittime cinesi, tanto sono tutti uguali a non se ne accorge nessuno. Dal che si deduce che le astronavi degli alieni non hanno manco un cazzo di radar.
Quindi saranno costretti a conquistare la montagnetta con il ripetitore della NASA.
Ma sorvoliamo.
Le altre quattro navi ammarano nell'oceano pacifico poco a largo delle Hawaii, dove, GUARDACASO, il figaccione, il fratello e il papà della gnocca sono impegnati in un convegno-esercitazione internazionale dove ci sono le forze navali di 15 Paesi di tutto il mondo, ma si vedono solo americani e giappi.
C'è anche spazio per una partita di calcio, la finale della Coppa dell'Amicizia Ritrovata Tra USA e Giappi a Pearl Harbor Ma Mica Troppo, perché ovviamente il figaccione ora è in marina, ha i capelli corti, si sta un po' raddrizzando, ma come indole è sempre una testa calda, quindi sebbene si procuri il rigore per pareggiare al 90° a causa di un fallo subito dal suo nemico Giappo pari-grado, lo sbaglia miseramente facendo così aumentare il suo astio nei confronti degli amici Giappi ma non troppo amici.
Oh, se volete prendervi qualcosa da mangiare fate pure, ché sono passati circa 20 minuti di film.
C'è anche un grazioso siparietto dove il figaccione testacalda, che ha anche il problema di andare dal generale a chiedere la mano della figlia, si pesta con il nemico/rivale giappo e incassa non solo l'incazzatura del potenziale suocero graduato, ma anche la promessa di venire buttato fuori dalla Marina non appena finita l'esercitazione.
A sinitra, figaccione testacalda muto e punito. A destra, papà generale della gnocca visibilmente contrariato.

"Così tanti cliché da esplorare e così poco tempo" pare che fosse il motto degli sceneggiatori.
Ma sorvoliamo.
Le corazzate partono per l'esercitazione dell'Amicizia, e nel frattempo c'è il casino delle navi aliene che si schiantano.
Il Pentagono allerta la NASA che allerta la montagnetta con il nerd che smanetta sul ripetitore che dice una cosa che non immagina nessuno, e cioè che mo' sono cazzi.
Intanto l'esercitazione delle navi continua.
La flotta comprende:
- Nave ammiragliona portaerei con il papà-Generale della fighetta (Liam Neeson)
- Nave meno ammiragliona con il fratello biondo e con la faccia da pirla
- Nave giappa discreta con nemico/rivale del figaccione
- Bagnarola con figaccione sulla quale c'è anche Rihanna in versione soldatessa sboccata ma simpatica, decisa e furbetta.
Ovviamente le navi aliene hanno ammarato proprio sulla rotta dell'esercitazione dell'amicizia e quale è la sottile strategia militare?
Nave ammiragliona dietro.
Davanti la nave giappa, la nave del fratello con la testa a posto e la bagnarola del figaccione.
Partono su un gommone, alla volta delle strane strutture ammarate: il figaccione, Rihanna, un roscio chiacchierone ma simpatico e un altro tizio messicano palestrato con la faccia da duro e il cuore tenero che avrà sicuramente occasione di dimostrare il proprio coraggio. Sono tutti uguali, li riconosci subito.
A sinistra, il figaccione. A destra, Rihanna che sta ascoltando il suo ultimo disco. Un po' dappertutto: espressioni di profonda intelligenza.

Qui comincia il casino.
Le strutture si trasformano in navi aliene. Ma non astronavi, perché se sei arrivato dallo spazio alla velocità del vaffanculo è troppo difficile poi volare anche sulla Terra, quindi si trasformano in navi galleggiose.
Che un po' galleggiano un po' volano e quindi quando vanno sembrano tipo Phelps che nuota a farfalla.
Le navi aliene erigono una altissima cupola elettromagnetica che isola le navi dei fratelli e dei giappi dal resto della flotta.
Gli americani dell'ammiragliona, rimasti fuori da questo scudo impenetrabile oltre il quale non si vede né si riesce a comunicare via radio che fanno, nella loro sottile furbizia strategica?
Fanno volare un caccia che ovviamente in tempo due secondi va a sbriciolarsi contro lo scudo alieno.
E quindi capisci che è vero che lì fanno tutto più in grande. Io per vedere se una cosa sia veramente impenetrabile ci lancio un sasso.
Loro ci lanciano contro un caccia.
Ma sorvoliamo.
Dove è finita la fighetta nel frattempo?
Beh, lei è una fisioterapista ed è ovviamente rimasta a terra e assiste dei militari che hanno subito mutilazioni e fanno fisioterapia con gli arti meccanici. Prende in cura un altro personaggio ORIGINALISSIMO: ex militare decorato al valore, diversamente bianco, che ha perso insieme alle due gambe anche la voglia di lottare. Allora lo porta a fare una passeggiata dove?
Dove?
Sulla montagnetta dove c'è il ripetitore della NASA che nel frattempo una divisione degli alieni sta espugnando.
Tutta questa originalità deve aver spossato gli sceneggiatori, che ci inseriscono ovviamente due/tre scene di palle rotanti seghettate aliene che vanno in giro a caso a spaccare fuori strade, piloni autostradali e campi da baseball.
Intanto, in mare...
La dura battaglia si ingaggia e qui posso anche andare avanti veloce, perché tra atti eroici, Davide contro Golia, Salvate il soldato Ryan, Guerre Stellari e via dicendo con altre gamelle di luoghi comuni vari pescati dappertutto, il fratello biondo, alto, con la faccia da pirla e uomo da sposare viene blastato dagli alieni, il rivale/nemico giappo diventa il migliore amico del figaccione che si ritrova comandante di una nave e che addirittura, dopo averla sacrificata per distruggere la penultima nave aliena, riesce a raggiungere un porto (non si capisce bene la dinamica) nel quale è ormeggiata l'incrociatore Missouri della seconda guerra mondiale, oramai una nave-museo, e ha l'idea di rimetterla in acqua per andare a combattere il mosrtone finale, che è ancora lì in mezzo al mar.
Nel frattempo la fighetta, con l'ex-marine diversamente caucasico, ha avuto modo di capire tutto, grazie anche all'aiuto del nerd che smanettava sul ripetitore nella montagnetta, e tramite un commodore 64 riescono a mettersi in comunicazione con il figaccione attraverso lo scudo elettromagnetico degli alieni. In un tripudio di "ti amo" e "ti amo me too", gli dicono di riservare un colpo per bombardare la montagnetta prima che gli alieni finiscano di leggere le istruzioni del ripetitore e comunicare con il loro pianeta. (che poi voglio dire, loro per arrivare hanno seguito il segnale radio inviato dalla terra. Prima di partire avranno detto: "oh, andiamo a queste coordinate. Sì sì, il tagliando l'abbiamo fatto. Sì i panini ce li abbiamo. Sì anche il telepass, che palle!", quindi che cazzo di bisogno c'è che chiamino il pianeta madre? Prima o poi arriveranno anche gli altri, no?)
Ma sorvoliamo.
L'equipaggio del figaccione oramai è ridotto a se stesso, a Rihanna, al tizio roscio e chiacchierone ma simpatico, al messicanone duro ma buono e all'ormai inseparabile amico Giappo, con il quale citano continuamente l'Arte della Guerra. (mancava, come cliché)
Il messicanone dice: "Ma questa nave va a gasse e vapore! E siamo pochi per governarla!"
E chi spunta?
Dai, potete immaginarlo.
Siamo su una nave-museo ormeggiata.
Vecchia ma gloriosa.
Ultima speranza per l'America (che grande Paese!) e per il mondo.
Bravi, avete indovinato.
OVVIAMENTE il vecchio equipaggio ottuagenario, vecchietti che hanno dato tanto al loro paese e, visto che i cantieri da andare a guardare sono finiti, sono pronti a rimettersi in mare e dare una mano a tutti quei ragazzi che si chiamano tutti "figliolo" e che impettiti rispondono "sissignore".
Dai, le vecchie gloria indaiuessèi mancavano.
La nave parte.
Si dirige verso il mostrone finale. La battaglia finale non manca proprio di nulla: ardite manovre, vecchietti coriacei che smitragliano felici, giovani soldati coraggiosi, distruzione della montagnetta ricetrasmittente con il soldato mutilato diversamente non negro che ritrova la voglia di combattere e fa a pugni con un alieno, e addirittura la cavalleria, perché nel frattempo lo scudo magnetico alieno si è dissolto e il papà-generale è riuscito a intervenire.
Rihanna che smitraglia. Credibilissima.

Finale che non delude: medaglie per tutti, due Grammy per Rihanna, una nuova medaglia per l'ex marine diversamente abile e moderatamente scuro di carnagione, un ambrogino d'oro per il fratello biondo stramorto e il suocero-generale che acconsente allo sposalizio della figlia gnocca con il figaccione che sarà anche una testacalda, ma come cavalca i luoghi comuni lui, nessuno.



God Bless stafava.


venerdì 13 aprile 2012

La sua forza è nel culo

Buongiorno, bambini.
Oggi vi parlerò dell'animale strutturalmente perfetto.
Personalmente, penso che sia l'animale che più si avvicini all'idea di divinità, per diversi motivi.
Sapete tutti della mia passione per lo stercoraro (gli ho dedicato pure la mia apocalittica copertina qui in alto), animale che più di tutti rappresenta i concetti di "amore", "dedizione", "costanza".
Un modello, per me.
Ma purtroppo, come tutto ciò che è poetico, è estremamente fragile. Egli è un ottimo messaggero dell'amore universale, ma non può in alcun modo essere considerato divino.
Allora quale è questo animale a immagine e somiglianza del quale mi piacerebbe essere stato creato?

Il Vombato.

Già il nome è una figata. E' tondo, simpatico ma contemporaneamente incute rispetto.
"Formichiere" fa ridere.
"Koala" anche.
Non parliamo di "Canguro" o "Giuliano Ferrara".
Mentre avere sulla carta d'identità "Vombato" è una cosa da paura, tipo avere "Spazzacamino" (una volta a un rinnovo di carta d'identità ho provato a farmi mettere spazzacamino nella professione, ma la zoccola non ha voluto, mi diceva: "se vuole mettiamo operaio" e alla fine mi sono fatto mettere "libero professionista". Ma ci riproverò. La prossima volta cercherò di farci scrivere "calafataio").

Ma cosa rende così speciale il Vombato?
E' un animale contemporaneamente pacifico e invincibile.
Non è un predatore, in quanto è erbivoro, ma se lo fate incazzare e vi assalta è come avere contro un cinghiale.
E' peloso e setoloso, ma ha una faccia pituffolosa.
E' pigro e si muove lentamente, ma se inseguito può raggiungere quasi i 50 km/h e tenere questa velocità per due minuti.
Scava gallerie. Complessissimi sistemi di gallerie.
E' un marsupiale, quindi è nerd (tutti i nerd hanno il marsupio).
Ha l'apertura rivolta non verso la testa, ma verso il culo, così quando scava non ci entra la terra dentro.
Ma veniamo al culo.
La potenza del Vombato sta nel culo.
Il Vombato ha un culo talmente sodo e duro che in confronto la Hunziker è Margherita Hack.
Dovete sapere che sul culo ha uno strato spessissimo di epidermide e cartilagine, il che rende impossibile per i suoi inseguitori ferirlo o catturarlo, anzi! Il Vombato si rifugia nella prima tana disponibile e con il culo la TAPPA, per impedire l'accesso al suo inseguitore. Ha un culo talmente invincibile che lo usa come scudo per sé e per i suoi simili. Ma non è finita.
E' anche un fine stratega. Visto che la sua potenza è il culo, unito alle zampe tozze e muscolosissime, attua spesso una tecnica di difesa geniale: lascia uno spazio in alto, tra il culo e l'entrata della tana, in modo che lo stupido predatore cerchi di insinuare la testa in questo spazio. Quando lo fa, il Vombato spinge con le zampe posteriori e spappola la testa del suo nemico schiacciandola con il suo superculo corazzato.
Anche se sarete già abbastanza convinti del fatto che il Vombato sia l'animale più fantastico del mondo, devo ancora dirvi la prova definitiva della sua Grandezza.
E viene sempre dal culo.
Il Vombato fa la cacca a cubetti.
Provateci voi. Neanche concentrandovi tantissimo riuscireste mai a fare la cacca a cubetti.
Solo un essere Superiore può riuscire a fare tanto col culo.
Que viva el Vombato!

mercoledì 11 aprile 2012

L'Utente Solitario dell'Apocalisse

E' uno dei più grandi incubi di ogni tennico informatico. Ma prima di capire chi sia questo essere demoniaco, è bene - soprattutto per i profani - conoscere una delle leggi fondamentali della risoluzione problemi, baluardo culturale di ciascun tennico in ogni campo tennologico.



La causa del 99,99% dei problemi risiede tra il monitor e la sedia.

(corollario: "Se non capisci la frase precedente, molto probabilmente sei parte del problema, oppure sei un sistemista di rete")


Da questa legge deriva quindi la categorizzazione di tutti i tipi di utonti con i quali un tennico ha a che fare, ognuno dei quali può essere affrontato in modo diverso, ma sempre efficacemente.
Dalla Vecchina al Finto-Esperto, dall'Amministratore Delegato alla Segretaria, dallo Scaricatore Compulsivo all'Installatore Folle di Demo-CD allegati a riviste improponibili (spesso imparentato con lo Smanettone e con il Wannabe Tennico), nessuna di queste bestie è invincibile. La misura dell'esperienza di un tennico sta proprio in quanto tempo riesce a capire la natura dell'animale che si trova davanti, per decidere quindi in fretta quale sia la strategia migliore per risolvere il SUO problema (che a volte si riversa anche nel Computer, ma spesso è solo un SUO problema) e venirne fuori in tempo utile per non impazzire o compiere una strage.

I giovani tennici delle nuove leve (diciamo nati dalla metà degli anni 90 in poi), calati in situazioni nelle quali ci siamo trovati noi vecchi qundici o venti anni fa, probabilmente impazzirebbero e scapperebbero urlando.
Ma bando a certe auto-sbrodolate da vecchio veterano che annusa l'odore delle proprie flatulenze, veniamo al maledetto e temibile UTENTE SOLITARIO DELL'APOCALISSE.

Può essere uomo o donna, giovane o vecchio, docile o brutto, ma agli occhi del tennico apparirà sempre minaccioso e disgustoso, come l'essere della foto lì in alto (Il Motociclista Solitario dell'Apocalisse del film Arizona Junior).
Molti tennici - fortunati - l'hanno incontrato solo nei loro incubi.
Altri pensano che sia solo una leggenda con la quale mettere a letto i cuccioli di tennico, se non spegnete la luce e non vi mettete a dormire l'utente solitario dell'apocalisse verrà a prendervi!
Altri ancora pensano che sia solo una leggenda metropolitana.
Quello che è certo è che non esiste una strategia.
Lui ha ragione.
Lui ha fretta, perché è autorevole ma non autoritario.
Lui lavora, non gioca.
Lui non scarica zozzerie.
Lui non installa stronzate.
Lui non ha fatto effettivamente nulla di sbagliato, eppure il pc non funziona.
Lui non chatta.
Lui non va su Facebook.
Lui non invade il tuo campo ma ne sa abbastanza per non subire le supercazzole con cui un tennico cerca di prendere tempo (Vede, si è debufferizzato il cluster di ridondanza ciclica tra lo stack del bios e l'overflow del byte-code asincrono, tipico di hardware prodotti nella parte sudovest di Taiwan, quindi temo che si dovrà operare una demagnetizzazione completa e poi una re-compilazione a livello di linguaggio macchina del brum del mmmmhh e quindi ci vorranno circa un paio di giorni, devo portare il computer in laboratorio.)
No, tutto questo con lui non vale.
Il Computer DEVE funzionare, ma non funziona.

E tu sei lì, a sudare freddo, a cercare di innestare bestemmie con altre bestemmie per far finalmente incazzare il Dio giusto, sperando che ti fulmini lì, su due piedi.

State attenti all'Utente Solitario dell'Apocalisse.
Viene di notte a rapirvi.
E non vi lascerà mai più andare via.

martedì 3 aprile 2012

Di Resurrezione, Respawn e Religioni

Intanto chiariamo una cosa.
Il concetto di Resurrezione (o Risurrezione, è uguale sia con la i che con la e, a me piace più con la e perché mi pare meno bovino.) non è appannaggio di Gesù, ma è una cosa che risale a molto prima.
Ma comunque visto che ci avviciniamo alla Pasqua, questo articolo potrebbe avere più visite perché in questo periodo la Resurrezione va un casino.

Vedremo anche come questo sia un concetto proto-nerd e come si adatti benissimo all'attuale mondo tecnologico-barbarico che si va delineando e che gli storici del futuro chiameranno Media Evo.
Facciamo prima un parallelo tra due voci di Wikipedia, che è quella cosa che viene considerata validissima fonte quando nelle discussioni ti dà ragione, e inaffidabilissima quando ti dà torto.

RESURREZIONE
La risurrezione o resurrezione è il ritorno alla vita dopo la morte con una analogia al risveglio successivo al sonno.

RESPAWN (all'interno della voce "SPAWN")
Il respawn consiste nella riapparizione di un personaggio o di un nemico dopo la sua morte o distruzione.

Altre analogie tra questi concetti:

- nascono in ambiti di fantasia come le religioni e i videogiochi (anche se il mondo di Diablo III sappiamo tutti che esiste veramente)
- sono inseriti all'interno di un percorso che presuppone delle "prove" o una "prova finale"
- riguardano spesso personaggi o buonissimi o cattivissimi, a seconda dei punti di vista
- sia per le religioni che per i videogiochi servono a non far finire troppo presto il giochetto
- dopo la resurrezione/respawn il personaggio principale può godere di maggiore esperienza/poteri oppure perdere tutto, a seconda del gioco o della religione.

Gli antichi Egizi avevano capito quanto fosse importante la "dotazione". E' per questo che si facevano seppellire con ori, e statuette che rappresentavano cibo, servitori, animali da compagnia e via dicendo. All'atto del respawn, di fronte a Anubi e Horus, potevano quindi bullarsi di avere un sacco di item, statuine e giocare a Doungeon & Dragons contro Osiride.

Non parliamo poi dei Greci.
Sulla resurrezione sono fichissimi: c'era più gente che ritornava dall'Ade di quanta non ne entrasse. Questo perché i Greci avevano la sana abitudine di salvare spesso la partita.
La cosa bella delle religioni pre-elleniche e quelle elleniche, anche quando si sono mischiate poi con quelle Orientali in seguito al fichissimo tour di Alessandro Magno, è che in sostanza chiunque poteva reincarnarsi più volte anche nello stesso corpo e nella stessa vita, perché la cosa dipendeva dagli Dei, da quanto eri importante per la trama del gioco, eccetera. Insomma, la roba spacciata da prima dei Greci a prima degli Ebrei era un sacco più giocabile, più accattivante, nonostante la grafica fosse più approssimativa nei dipinti. Il Cristianesimo sarà anche stato a 16 bit, pieno di effetti speciali e un sonoro della Madonna, ma a me i Coreuti di Sofocle piacevano un casino di più.
Per lo meno c'era una scelta. Vuoi respawnare in un nuovo personaggio dimenticando tutto quello che è successo prima e ricominciando da capo?
Bene, bevi un po' di acqua del fiume Lete e vai (nota: per chiunque abbia fatto studi classici, l'azienda che si è scelta questo nome per il suo beveraggio di H2O in bottiglia, ha fatto proprio una scelta di merda. Io quando passo davanti allo scaffale al supermercato, una grattatina di balle me la tiro, non so voi.)
Se invece vuoi ritornare per i cavoli tuoi nella tua vita, puoi sempre sfidare Thanatos, impietosire Zeus, fare l'occhiolino a Persefone, raggirare Ade... insomma, dipende da quanto sei su di livello nel gioco.
I Niubbi (per i non nerd: newbie, principianti) ricominciano la campagna.
Io che invece sono re Admeto e sono amico di Eracle, se mi muore la moglie lo dico a Eracle che va giù nell'Ade a farla risorgere a forza di calci in culo a Thanatos: è giusto, mi sono costruito una bella crew e mi gioco le mie carte.

Con gli Ebrei la cosa ha cominciato a perdere di fascino. Si cominciano a insinuare resurrezioni chirurgiche ed estremamente arbitrarie. Molto prima di Gesù già i profeti Elia ed Eliseo operano delle resurrezioni tipo quella che avrebbe poi reso famoso il Nazzareno in tutti i teatri di Las Vegas (si esibiva con il nome "Il Grande Nazzarini").
Pochi fortunati raccomandati vengono riportati in vita. Per tutti gli altri, c'è la resurrezione alla fine dei tempi. Che fregatura.
Mi fai risorgere, ma solo per salutare un attimo i tempi che finiscono, e poi? Insomma, non c'è continuità nel gioco, e sinceramente non capisco come Cristianesimo, Ebraismo e Islamismo abbiano potuto avere tutto questo successo commerciale.
Si festeggia ogni anno quello più bravo a risorgere e basta.
Insomma, che noia, visto che ci eravamo avremmo potuto fare una religione incentrata su Houdini.
Tra tutte le declinazioni Cristo-ebraico-islamiche è interessante la visione dei Testimoni di Geova: quando muori non esistono l'inferno e il purgatorio, ma solo un Paradiso che è un posto bucolico con le casette di legno tipo La Casa nella Prateria di cui abbiamo un filmato:




Tutti, anche i cattivi, si svegliano nel Paradiso, ma se non seguono la regola di Dio, quando moriranno la seconda volta, sarà per sempre.
E' un po' come i Laser game anni 80 se non avevi abbastanza monetine.
Infatti non se li cacava nessuno, i pochi a cui piacevano erano dei disadattati che rompevano le palle agli altri per imparare a giocarci.

Dopo Islam, Ebraismo e Cristianesimo, la resurrezione è diventata una cosa macabra, legata più che altro agli spiriti, ai fantasmi e agli zombie.
Insomma, si può dire che ci sia stato molto più genere horror e molta meno avventura.

I Buddhisti, compresi i finti buddhisti di scismi come i Soka Gakkai, credono invece in una cosa demenzialissima: la reincarnazione continua, che è di fatto la tua punizione. Poi un giorno, raggiungerai un tale livello di purificazione da arrivare al Nirvana, ovvero quello stato nel quale non ti reincarni più.
Sostanzialmente il Game Over totale eterno.
Anche qui: che palle.

Una nota finale per i seguaci di Scientology che non si capisce bene come la pensino, l'importante è che gli dai i tuoi soldi. Come tutte le religioni organizzate, ma loro molti di più. Però hanno questa cosa dei livelli, più spendi soldi più vai su di livello, come i coin op anni 90, e ad ogni livello la trama si fa sempre più intricata e fantascientifica, ti senti parte di un racconto con alieni succhiacervello, guerre intergalattiche, astronavi, john travolta e tom cruise, e quando sei superfichissimo dove ti spediscono?
Su un transatlantico che viaggia pacifico nell'Oceano (in acque internazionali, per non essere arrestati).
Praticamente sei lì che pensi di fare parte della fazione giusta nella guerra contro Xenu, imperatore galattico malvagissimo e dove ti ritrovi?
Qui:


IN LOVE BOAT!
Ma vaffanculo va, voi e Tom Crùz.

venerdì 30 marzo 2012

Breve storia semiseria di Internet

Come tutte le cose divertenti, Internet è nata negli anni Sessanta.
Come l'hard rock e come molte sostanze stupende più o meno connesse con l'hard rock.
A dire la verità all'inizio si chiamava ARPANET ed era una rete voluta dalla Difesa degli Stati Uniti per collegare tutti i computer. Attenzione: negli anni sessanta "tutti i computer", voleva dire collegare quattro cosi giganteschi, in altrettante Università, pieni di lucine e di bip bip.
Tutti dissero: che fico, colleghiamo TUTTI i computer!
Qualcuno chiese: ma perché collegarli?
Fu allora che nacque la prima risposta nerd della storia: "Perché possiamo".
Quindi con molto entusiasmo venne costruita una rete tra 4 Università, che andava alla velocità di 50 Kbps, bene o male come oggi quando ti portano un'ADSL da 9 euro al mese e tu pensi "fico, spendo pochissimo!".
Quando tutto funzionò furono molto soddisfatti, solo che tutti i nerd che parteciparono all'impresa vennero presi da una depressione totale. Ai tempi nessuno riuscì a capire come mai.
Interrogati, dicevano che era come se mancasse qualcosa, ma che non sapessero spiegarsi cosa.
Nel tentativo di capire cosa mancasse, con il crescere del numero dei computer, continuavano a interconnettere sempre più "nodi", espandendo velocemente la rete ARPANET anche oltreoceano, diventando INTERNET.

Ovunque, il grande entusiamo per aver permesso di avere un mattone in più nella Rete, veniva seguito da un periodo di grandissima tristezza e mancanza di prospettive per il futuro, cadute o ricadute nell'hobby dell'alcool o nel vizio delle slot machine.
Una lacuna che si sarebbe colmata solo molti decenni dopo.
Intanto le cose progredivano molto velocemente, nel tentativo di capire cosa mancasse a questa invenzione, e vennero inventate le email.
La regina Elisabetta d'Inghilterra, nel 1976, è stata la prima vecchia bastarda a mandare una mail e a dire poi al tennico che la stava assistendo: "Non funziona niente". Accusando poi il tennico che da quando era stata installata la mail, il Commonwealth non funzionava più così bene come una volta. (cfr. articolo precedente alla voce "Sindrome della catastrofe conseguente")


Nel 1979 un tizio chiamato Kevin MacKenzie, tristissimo per il fatto di avere un nome e cognome tipici di un bullo da film americano con il giubotto imbottito (anche se non andavano ancora di moda i giubotti imbottiti), di quelli che sanno il karatekìd malvagio e poi vengono sconfitti da uno sfigato che ha imparato il karatekìd buono lucidando l'auto a un pedofilo cinese, scrisse in una mail
:(
inventando l'emoticon. Subito le email si riempirono di simboli indicanti lo stato d'animo:

:) ------> Sono contento!
:D ------> Sorrido gaudente!
;) ------> Ammicco maliardo!
:\ ------> C'è del disappunto in me!
:O ------> Basisco!
:o ------> Basisco più discretamente!
:* ------> Ti elargisco un bacetto!

Pensate, solo molti anni dopo, intorno alla fine degli anni 90, venne declinata da un genio (nella fattispecie io) la faccina al contrario:
):
che avrebbe dato nuovi significati alle emoticon:

(: -------> Ho della contentezza in me ammantata di misterioso fascino!
D: -------> Non potendo sorridere gaudente covo una rabbia indescrivibile!
(; -------> Ammicco maliardo e ammantato di misterioso fascino!
/: -------> Giudizio Sintetico a priori!
\: -------> Giudizio Analitico a posteriori!
O: -------> L'inconcepibilità mi colpisce!
o: -------> E' strano ma plausibile!
*: -------> Limoniamo come se non ci fosse un domani!
|=:7 -----> Adolf Hitler
|:7 ------> John F. Kennedy prima dell'attentato
dX# ------> John F. Kennedy dopo l'attentato

Cominciarono a nascere dei metodi di comunicazione tra nerd, chiamati BBS (Bulletin Board System, i progenitori dei nostri forum). Si era molto vicino alla scoperta di quello che realmente mancava alla Rete, e le BBS furono un salto in avanti enorme: facendo spendere un capitale in bolletta telefonica ai propri genitori, era possibile collegarsi tramite un MODEM a un altro computer dove risiedeva questa BBS e dove si potevano lasciare messaggi e file che gli altri utenti avrebbero potuto scaricare.
Comincia a nascere anche in Italia un sottobosco che pullula di giovani considerati per lo più dei disadattati e dei sociopatici e guardati malissimo se su un autobus si azzardavano a usare espressioni oscure come "ho installato Excalibur, devo vedere se collegandomi con il modem da remoto si riesce ad accedere".

Pensate, all'inizio l'Italia fu uno dei paesi più avanzati, nel magico mondo di Internet. Robert Khan, nonostante avesse il cognome uguale a quello di uno dei personaggi più cattivi di Star Trek, convinse il dipartimento di Difesa USA a finanziare il centro di ricerca di Pisa per l'acquisto delle tecnologie necessarie, nella speranza che almeno gli Italiani riuscissero a capire cosa mancava alla Rete. Era il 1986 e la Rete arrivava in Italia, terzo paese in Europa dopo Inghilterra e Norvegia. Oggi, nel 2012, siamo il penultimo paese Europeo per velocità media delle connessioni, insieme alla Grecia e con in coda solo la Spagna.
Che dire: soldi ben spesi, quelli del Dipartimento USA!

Comunque niente da fare, ancora non si capiva cosa mancasse a internet, fino a quando al CERN di Ginevra, nel 1991, un ragazzotto ripieno di intelligenza, Tim Berners-Lee, che era solito bullarsi con gli altri ricercatori per il fatto di avere un cognome con il trattino alto in mezzo, e quindi con molti più punti-nerd degli altri colleghi, inventò il WWW, ovvero il modo di organizzare delle risorse documentali internetiche tramite pagine collegate tra di loro, navigabili tramite un browser.

Allora cominciò a farsi strada un'idea: ehi, da questa roba ci si possono fare soldi.
La parola "soldi" contribuì ad accendere una lampadina nella testa di gente non nerd, che non ci capiva un cazzo e che poteva però fare in modo che Internet uscisse dalle cantine e dai laboratori, diventando un prodotto di massa.
Ma c'era un problema. Le BBS. Tutti quei nerd che avevano messo in piedi una miriade di posti fuori controllo.
Era la metà degli anni 90 e poco prima che nascessero i primi provider di connettività, venne organizzata una grande retata con lo scopo di chiudere le BBS, con la seguente scusa: "Sono un mezzo di diffusione di software copiato".
Ma le forze dell'ordine non sapevano esattamente cosa stessero cercando, non esisteva ancora la Polizia Postale e si poté assistere a delle scene piuttosto tragicomiche di finanzieri che sequestravano:
- sacchetti pieni di dischetti rotti
- monitor
- joystick (potente strumento atto alla copiatura del software)
- frullatori
- scatoloni di saccottini del Mulino Bianco.
La vita di inconsapevoli famiglie venne sconvolta dalla notizia di avere cresciuto un figlio che nella cantina avesse messo in piedi una BBS.
Ricordo chiaramente la madre di un mio amico, che piangendo sulla spalla di mia madre, diceva: "Beata te che hai un figlio tossicodipendente! Il mio mi hanno detto che è un àchers!"

Quando Internet divenne un prodotto commerciale, i signori coi soldi e le lampadine in testa capirono subito cosa mancasse e cosa per tanto tempo si era cercato: il porno e il cazzeggio.

Era la fine degli anni 90 e nasceva l'Internet come la conosce oggi la maggior parte delle persone.
Oggigiorno è normale sentire delle vecchie dire in autobus: "Ieri ho mandato una mail al mio provider perché da quando ho il router nuovo la lavatrice perde acqua, se non mi sistemano il problema cambio operatore".

lunedì 26 marzo 2012

Informatica e psichiatria

Un tennico informatico di una certa esperienza, riconoscerà due distinte, ma complementari, sindromi negli utenti di una rete nella quale il tennico stesso abbia appena fatto un lavoro di aggiornamento dell'hardware/migrazione di server/aggiornamento software.
Ciascuna delle due sindromi possono presentarsi sia singolarmente che combinatamente.

1. Labirintite Informatica Acuta

La prima delle due sindromi, sicuramente la più comica, è descritta nei manuali anche come "Sindrome dello spostamento delle icone".
L'utente, posto di fronte al suo schermo nel quale siano state riposizionate le stesse identiche icone che ha sempre avuto, comincerà a innalzare lamenti patetici:
"Non ci sono più i miei programmi!"
"Dove sono finite le mie cose?"
"QUI E' CAMBIATO TUTTO!"
"Ah Natura Matrigna!"
"Non vedo più! Sono diventato cieco!"

I casi più gravi cominciano a vagare in trance asserendo di avere visioni mistiche e tenendo in mano immagini sacre.
Lo shock piscologico è talmente forte da causare una vera e propria paralisi della parte posteriore del lobo frontale: anche indicandogli l'icona che cerca, l'utente dirà: "Dove? Dove?"
Generalmente gli utenti portati a questo tipo di disturbo cerebrale guariscono da soli, riacquistando piano piano quasi tutte le funzionalità motorio-visive nel giro di qualche giorno, fino a che non avranno riposizionato tutte le iconcine esattamente come erano prima. Il trauma però, si cumula e ogni volta che accade qualcosa del genere, è sempre peggio rispetto alla volta prima.
Ci sono utenti che dopo aver subito più di due reinstallazioni del proprio computer, sono stati trovati rifugiati in un angolo mentre, dondolando avanti e indietro con il corpo, accarezzavano una fotografia del proprio desktop con le icone posizionate in modo consueto, ripetendo frasi come: "Le mie icooooone. Le mie ssssplendide icoooone. Ssssssono tutte mmmmieeee e sono tutte ordinateeee."

2. Sindrome della catastrofe conseguente.

E' sicuramente la più antipatica delle due. Si presenta regolarmente, anche in seguito a interventi non tanto intrusivi da scatenare la Labirintite Informatica.
Il tennico che abbia fatto un qualsiasi intervento all'interno della rete, anche solo aver cambiato un cavo di alimentazione a una calcolatrice elettrica Texas Instruments del 1974, verrà accusato da lì in poi di essere stato la causa di qualsiasi problema successivo all'intervento. 
Le frasi sono queste:
"Hai fatto qualcosa al mio piccì?"
"E' apparso un messaggio quando hai cambiato quel cavo, clicco sì o no?"
"Prima che facessi tu qualcosa, non capitava".
"Mi è venuto un capello bianco, non è che hai fatto qualcosa?"
"Mia madre non mi ha allattato al seno ed è sicuramente colpa tua".
I tennici temono tantissimo questa manifestazione di totale deficienza intellettiva dell'utente, perché sanno anche benissimo che è praticamente impossibile discolparsi. Non importa che il problema sia davvero relazionato a quello che sia stato fatto: il tennico è il colpevole e deve rimediare. Questo perché l'utente è totalmente incapace di non collegare con una relazione di causa-effetto qualsiasi fenomeno che gli dia quindi l'occasione di dire: "Non riesco a lavorare più bene, da quando è venuto quel tennico".
Capita così che interventi preventivati di 5 minuti si trasformino in catastrofi da giornata intera.
O che le illazioni si protraggano con assegnazione di colpe che ricadono fino alla quarta generazione: "Da quando hai cambiato la pila all'orologio dell'ufficio, 4 anni fa, la rete è diventata sempre più lenta", laddove ovviamente il fatto che l'idiota stia scaricando con emule 40 petabyte di film porno-animal-amateur-grind-lesbo-spaziali non ha la minima incidenza.
Questa sindrome non è purtroppo curabile.
Si presenta con intensità più o meno marcate a seconda di quanto il QI dell'utente si distacca da quello di un cercopiteco.

L'unica risorsa per il tennico saggio è quella di non tentare neanche di discolparsi, ma di accarezzare sul capino il povero scimmiotto, rassicurarlo che tutto verrà messo a posto e, se si comporta bene, dargli in pasto uno zuccherino.
Il tennico esperto porta sempre con sé degli zuccherini.

martedì 20 marzo 2012

I nativoamericani e la loro scampata estinzione.

Leggevo poco fa di una disputa tra dei nativi americani e la società che ha costruito lo Skywalk sul Grand Canyon.
Io ci sono stato sullo Skywalk, e mi sono venuti in mente dei ricordi che c'entrano con il titolo.
Innanzitutto c'è da dire che i nativi americani sono oramai dei business men imbolsiti dall'alcool e la cosa più nativoamericana che fanno è venderti gli acchiappasogni nel Grand Canyon.
Spiego cosa è lo Skywalk: è una sorta di passerella, a ferro di cavallo, che spunta dalla roccia, a un'altezza di un chilometro e mezzo dal fondo del canyon.
Ah ho dimenticato un dettaglio: la passerella, è di plexyglass. Sia le pareti che il fondo. Quindi cammini su un nulla alto 1 km e mezzo.
Già sceso dal pullman che ci aveva portati da las vegas a Eagle Point, vedendo quella cosa, depositai una ingente e metaforica chilata di polifosfati compattati organici civili comunemente detti "merda".
Ma oramai ero lì, non potevo dire: non salgo.
Allora sono salito e ho cominciato a camminare a piccoli passi, aggrappato all'unico corrimano (fissato su una parete di plexyglass), cercando di non guardare né giù, né su, né a destra, né a sinistra, ma senza tenere gli occhi chiusi, per non aggiungere anche la totale cecità a quella situazione.
E' difficilissimo riuscirci. Ma io ce la stavo facendo.
Camminavo a chiappe strettissime e a passi piccolissimi ripetendomi: "fin qui tutto bene. fin qui tutto bene. un altro millimetro. fin qui tutto bene."
I miei compagni di viaggio, Attilio e Davide, solidali, mi prendevano per il culo correndo avanti e indietro e facendo coreografie di Fred Astair e Ginger Roger sulla lastra di plexyglass. Il terzo, Marco, era messo bene o male come me, ma con più dignità nello sguardo. Essendo ignegnere, si fidava ciecamente di chi aveva progettato quella cosa infernale.
Comunque sebbene sembrassi un gattino appeso a una tenda sotto la quale stessero dei mastini affamatissimi, mi stavo comportando bene. Con la giusta dose di basso profilo stavo diventando trasparente anche io e proseguivo la mia conquista, millimetro dopo millimetro, concentratissimo per convincere il mio cervello che quella cosa sotto i miei piedi non fosse uno strapiombo di un chilometro e mezzo, ma semplicemente una jpeg anche poco definita proiettata su quello strano schermo LCD sul quale stavo camminando. A un certo punto la mia mano incontra una mano rugosa e rubizza.
Alzo lo sguardo, è a metà del mio percorso, per farvi capire: proprio sulla punta della curva di quella "U" che stavo percorrendo, c'era un nativoamericano ciccionissimo appoggiato con la schiena al corrimano, che mi guardava con il tipico sguardo che nella lingua degli Hualapai significa: "piccolo italiano pizza spaghetti mandolino mamma cacca into mutanda! arh arh arh!".
Stava lì perché in America ci sono tappe fisse anche nel divertimento, e quindi lì è il punto nel quale ti devi fare la foto con il nativoamericano ciccione.
A quel punto mi giro verso i miei compagni di viaggio, che mi guardavano silenziosi e dico: "Porca puttana, mo' devo circumnavigare l'indiano!".
(Ora passo al tempo presente per aumentare la suspance.)
Loro solidali scoppiano a ridere. Dave traduce la mia frase a una guida ciccioamericana che si mette a ridere e la riporta a tutto il gran Canyon che si mette a ridere indicandomi.
Il ciccionativoamericano, mentre cerco di circoscrivere a piccoli passi la sua panza guardandolo negli occhi, proprio quando stavo per riaggrapparmi al corrimano, mi spintona e mi ritrovo in piedi, da solo, al centro del pavimento di plexyglass con alcune scelte possibli:
- svenire
- aumentare il volume di polifosfati compattati organici civili comunementi detti "mmerda" all'interno del mio vestiario
- sfoderare la spacconeria italiana, mia dote naturale tra l'altro amplificata dal fatto che sono mezzo siciliano, mezzo pugliese e sono nato a Roma.
Guardo l'obesonativoamericano e gli dico:
"Ah indià. Se ce riprovi t'estinguo, l'anima de li stramortacci alcolizzati tua e di manitù".
Il ciccionativo deve aver capito e non ha replicato. Muto.
Al che mi sono diretto a passo sicuro, senza più aggrapparmi, verso la porta che mi avrebbe ridato accesso alla terra ferma.
Varcata la quale mi sono aggrappato a una ruota del pullman per staccarmi dalla quale ci si sono messi in tre, compreso un canadese che mi chiese: "Ma in italia non avete canyon come questi?" e al quale risposi: "Sì, uno dalle parti di Brindisi".

Tutto questo per dire cosa? Che gli Hualapai si preoccupano tanto dello Skywalk ma non sanno che hanno rischiato tantissimo, se solo non fossi stato impossiblitato nei movimenti da quella metaforica quantità di polifosfato compattato organico civile.
A me gli indiani stanno simpatici, ma quella volta ho fatto il tifo per il Generale Custer.