giovedì 17 maggio 2012

Statue Brutte: L'Hockeysta Ignoto

Nel romanzo di Douglas Adams "La Vita, l'Universo e Tutto Quanto", terzo capitolo della saga Guida Galattica Per Autostoppisti, a un certo punto capita che un intero pubblico inglese di una partita di cricket, non si accorga della presenza di una enorme astronave aliena ai bordi del campo di gioco. Questo perché era occultata da un Campo PA, e cioè Problema Altrui.
Tutto ciò che il cervello percepisce come Problema Altrui, lo ignora semplicemente, quindi un Campo PA può occultare qualsiasi cosa, indipendentemente dalle dimensioni.
Un Campo PA, tanto efficace quanto fragile, viene effettivamente infranto se qualcuno fa notare l'anomalia in modo palese.
I bambini generalmente ci riescono benissimo.
È opinione del vostro affezionatissimo che nella città di Lodi, Lombardia, Italia, sorgano spontanei campi PA, altrimenti non si spiega come possano fare le persone a passare indifferenti accanto a un obrobrio come la statua che vi presento oggi: L'Hockeysta Ignoto.

Non è infrequente trovare una statua dinnanzi a una stazione.
In molte città i viaggiatori vengono salutati da Garibaldi, da Vittorio Emanuele, da Dante, da qualche noto eroe o personaggio locale che abbia contribuito al prestigio e al progresso, se non dell'Italia, almeno della città o, nel peggiore dei casi da un qualche monumento geometricamente indefinito che si spiega solo leggendo la targhetta.
A Lodi, invece, città importantissima per la storia d'Italia, crocevia di battaglie e accordi storici, troviamo questo mastodontico COSO a benedire i nostri viaggi.
Nell'indifferenza generale.

Se il foresto si stesse chiedendo il perché della celebrazione di un Hockeysta, è presto detto: a Lodi è presente una fortissima squadra di hockey su rotelle, quello sport che fanno dove non c'è abbastanza ghiaccio per fare l'hockey su ghiaccio.
Insomma, nell'hockey a rotelle Lodi spacca di brutto e probabilmente quest'anno vincerà lo scudetto.

Come dite?
No, non ci sono altri motivi.
No, giuro, nessun giocatore di hockey ha mai salvato un bambino da un incendio.
Cosa?
No, non ha mai neanche trovato una cura per qualche malattia.
Davvero, foresti, non insistete. Il motivo è solo questo, hanno fatto una mastodontica statua allo schettinatore professionista solo perché c'é una squadra forte. Neanche a un giocatore in particolare, cosa che sarebbe già di per sé una pacchianata allucinante, ma a un giocatore indefinito, Ignoto, appunto.

Tamarrate come queste ne ho viste solo negli Stati Uniti, dove ogni tanto trovi una statua a un comico, o a un presentatore radiofonico, o a Rocky Balboa. È un popolo giovane ed entusiasta, in fondo, li si può capire. Una volta che hai fatto la statua a Giorgio Uòscinton dovrai pure riempire con qualcos'altro.
Ma qui in Italia, Lombardia, Lodi, avevamo bisogno di una statua all'hockeysta?
Siamo messi così male?
Evidentemente sì.

Vabbeh, passiamo all'analisi di questa MERAVIGLIA.
Posta su un piedistallo di circa 1 metro e mezzo, la statua supera in totale i quattro metri di altezza.
Il soggetto presenta buone proporzioni e la classica posa dell'hockeysta o, se al posto della mazza avesse una chitarra elettrica, la classica posa di Carlos Santana.
Ma la vera meraviglia è DIETRO.
TA-DAAAAAAAAA! IL BUCO NERO!
Ha i pantaloni bracaloni e un vistosissimo enorme buco ad altezza culo.
Amici molestatori di statue, vi sento già in fermento.
La ragione di questo buco è ignota. Forse l'artista ha voluto indicare che il primato di Lodi in classifica sia da imputare alla Dea Fortuna?
Nessuno può saperlo.
Da rilevare la presenza della bronzea pallina vicino al piede destro del soggetto. Apparentemente della stessa dimensione del buco sul culo.
Forse che i giocatori di hockey sono soliti trasportare in quel modo le palline?
Anche qui, solo congetture.
Quello che è certo è che la Città di Lodi si candida seriamente a Capitale Mondiale delle Statue Brutte, cosa che potrebbe attirare un gioioso enorme turismo.
Perché oltre la Bambina che Salta la Corda e l'Hockeysta Ignoto, c'è molto molto altro.
Continuate a seguire questa rubrica e ne vedrete delle belle!

E ora i voti.

Posizione: 10
Questa genialata saluta chiunque arrivi a Lodi in treno. E' la carta d'identità che la Città ha voluto dinnanzi al mondo.
Complimenti.

Pulizia: 9
Pare che i piccioni si vergognino a cacarci su.

Ilarità: 6
La statua, a parte l'assurdità generale, non genera tanto ilarità isterica quanto incredulità e spiazzamento.

Manutenzione: 8
La statua è nuova e non presenta ancora danni.

Possibilità di molestie: 5
Il voto, con quella posizione e quel BUCO dietro, che potrebbe ospitare centinaia di cose, dovrebbe essere un 10. 
Purtroppo la statua è molto in alto e molto poco è lo spazio sul piedistallo, quindi la molestia alla statua è veramente molto difficoltosa e il voto si abbassa.

DISCLAIMER.
IL VERO MOLESTATORE DI STATUE, RISPETTA LE STATUE CHE DECIDE DI MOLESTARE. 
IL VERO MOLESTATORE DI STATUE, NON LE DANNEGGIA, MA LE AMA.

lunedì 14 maggio 2012

Statue Brutte: La bambina che salta la corda

Foto: Michele Checchia
(
http://www.flickr.com/photos/cek77/)
 
Inauguriamo questa nuova rubrica con la statua che l'ha ispirata.
La "Bambina che salta la corda", posta in Piazza Castello a Lodi, Lombardia, Italia.

Questa statua fece la sua misteriosa comparsa verso la fine degli anni 90. Commissionata non si sa per quale motivo dall'amministrazione pubblica e posta allora in una delle vie di maggior passaggio pedonale: Corso Umberto.
Quando qualche persona viene a trovarmi a Lodi, è una tappa turistica fissa.
Questo nonostante negli anni la statua abbia subito una migrazione e sia stata oramai posizionata ai margini di una piazzetta, seminascosta dalla vegetazione.
La statua è davvero brutta, e presenta alcuni elementi eccezionali da un punto di vista di trashume scultorio.
Partiamo dall'alto: la corda. Chiunque abbia mai saltato una corda, sa benissimo che una corda può stare in due posizioni: o tesa in aria, o incastrata trai piedi. Se sta così,è solo perché chi la usa ha deciso di fermare le braccia improvvisamente.
La bambina guarda (giustamente con espressione di stupore) questa corda metafisica che sta piegando il tempo e lo spazio, o forse divenuta una forma di vita senziente che si sta ribellando alla sua padrona. I capelli del ciuffo ritti in testa della bambina e le codine con dinamicità indipendente ci suggeriscono però un GRANDE spavento. Per questo molti analisti hanno ipotizzato come in realtà il monumento rappresenti una giovane che stia per essere rapita dal raggio traente di un'astronave aliena. Solo così infatti si spiegherebbe l'improvviso stop del gioco, la corda che ricade proprio mentre lo sguardo della bimba fissa l'enorme UFO sopra di lei.
Una statua quindi ambientata in un futuro possibile, fantascientifico.
Una tesi che prende ancora più forza osservando il vestiario, che mescola nuovo e vecchio: un corpetto spigoloso e dal design avveniristico, una collanina anch'essa piegata in totale disprezzo di una dinamica che segua una qualche legge fisica conosciuta, una cintura che stringe in vita una gonnellina jeans che guarda due stivaletti con i lacci modello antica Grecia. Dei braccialetti al polso destro.
E il colpo di genio: un OROLOGIO  simil-Swatch, al polso sinistro.
Ma non è solo questo.
La statua per molti anni ha attirato sguardi interrogativi OLTRE questi particolari. Qualcosa di indefinito, forse invisibile e misterioso, che grazie a tecnologie ultramoderne siamo finalmente riusciti a scoprire: LE PROPORZIONI.
Braccia incredibilmente, dannatamente lunghe. Tramite sofisticatissime simulazioni al compiuter, siamo riusciti a sommare la lunghezza delle braccia, ottenendo un'altezza superiore a quella della bambina.
Sublime.

Una suggestiva immagine della bambina che salta la corda ricoperta dalla neve. (da Google Maps)


Ma passiamo alle pagelle (1: minimo - 10: massimo):


La posizione oramai semi-nascosta della nostra statua. (Google Maps)


Posizione: 4
La statua passa oramai quasi inosservata, posta in un'aiuola dietro delle panchine dove la vegetazione sta per corpirla. La trattano come se fosse una vergogna da nascondere. Inaudito!



Pulizia: 6
Ora che l'hanno piazzata in un posto dove neanche i piccioni la vedono, la statua appare comunque decentemente pulita.

Ilarità: 10
La gioia isterica provocata nello spettatore è ai massimi livelli!

Manutenzione: 2
La corda è rotta e penzola quasi dietro la nuca della bambina.
E' una vergogna che nessuno l'abbia ancora riparata!

Possibilità di molestie: 10
La minigonna che lascia intravvedere i cosciotti, la bocca aperta e le ascelle in vista rendono la statua un obiettivo ideale per Molestatori di Statue.

Creditz

Questa nuova rubrica è gemellata con il Gruppo Facebook dei Molestatori di Statue: http://www.facebook.com/groups/243388982424834/

Se nella vostra città c'è una Statua Brutta, segnalatemela all'indirizzo baolian@gmail.com!

domenica 6 maggio 2012

Giubbette Rosse: la poetica della vittima sacrificale nelle serie TV

L'articolo di oggi prende le mosse da un glorioso Italiano.
Parliamo del Tenente D'Amato.
Bello (...), fiero, alto.
Interpretato da Arthur Batadines, il tenente d'Amato, nella mia immaginazione, è a capo di quelli che - almeno nel mondo anglosassone, e proprio grazie a Star Trek - si chiamano "Redshirt characters".
Personaggi con la maglietta rossa.
Ma D'Amato non ha la maglietta rossa. Andiamo con ordine, perché non parleremo solo di Star Trek, ma del ruolo importantissimo della vittima sacrificale nella scrittura drammatica.

La maglietta rossa, in Star Trek, è indossata da due tipologie di personaggi:
- personale tecnico
- personale generico addetto a perire in modo drammatico dopo due inquadrature per far capire che la situazione è serissima o che il villain di turno è veramente spietato.

Quando c'è qualche nuovo sbarco su un pianeta sconosciuto e potenzialmente ostile, il Capitano Kirk è solito dire:

"La squadra di sbarco sarà composta da me, dal signor Spock, dal guardiamarina Sulu e dal fromboliere Lopez" 
Tutti i fan si chiedono: "E chi stracazzo è il fromboliere Lopez?"
Lo stesso Lopez entra in scena tenendosi le mani sulle palle e facendo scongiuri, perché sa che se non verrà teletrasportato direttamente all'interno dell'apparato digerente di un mostro terrificante a causa di un tentativo alieno di deviare il raggio del teletrasporto, tentativo nel quale ovviamente creperà solo il povero Lopez, allora sicuramente sarà il primo a dover trovare un sentiero/aprire una porta/toccare una pianta carnivora/fare qualsiasi cosa che convoglierà su di lui le attenzioni del Tristo Mietitore.
Avere l'onore di indossare una "red shirt" in Star Trek vuol dire far parte di una selezionatissima élite di carne da macello.


E' così che la giubbetta rossa, oltreoceano, è diventata, per sineddoche, il modo di indicare quei personaggi destinati a durare poco.
In molti action-movie, thriller e horror made in da Iuessè, poi, si è spesso fatto ricorso a personaggi coloured (detti anche niggah), tant'è che ricordiamo, nel film di South Park, la sottilissima strategia "Scudo Umano" che parodiava proprio questa pratica diffusa tra gli sceneggiatori hollywoodiani:


Ma ora veniamo a D'Amato.
Facciamo una premessa: Star Trek, tra i vari primati che possiede, ne ha uno molto onorevole. E' stato il primo telefilm a immaginare una collaborazione pacifica tra tutte le razze della terra. A bordo dell'Enterprise ci sono cinesi, giapponesi, russi (e parliamo di piena Guerra Fredda), afroamericani... e UN italiano.
Non solo non indossa una giubbetta rossa, ma è nientemeno che un Ufficiale Scientifico.
Fa parte dello stesso ufficio di Spock, per intenderci, che è Primo Ufficiale Scientifico.
Compare SOLO nell'episodio 14 della III stagione della serie classica, "That Wich Survives".

Ma che tipo di scienziato è il prode D'Amato? Tenetevi forte.

E' il Geologo dell'Enterprise.

"Waddafakka?"
Esatto. L'Enterprise, una nave dotata di sensori a corto, medio e lungo raggio, capaci di scandire e analizzare la composizione di qualsiasi materiale in qualsiasi punto della galassia, ha un Geologo di bordo, pure graduato.
O meglio: aveva.
Non ci sono mai state notizie di un suo rimpiazzo, infatti.

Così Kirk, dovendo sbarcare su un asteroide misterioso e leggermente tellurico dice:
"Andremo io, il signor Spock, il guardiamarina Sulu e il Tenente D'Amato, capo Geologo dell'Enterprise."
Il tenente D'Amato fa l'unica faccia che gli è consentito fare, ovvero l'espressione "Oh merda":



Non sono chiari i motivi per i quali si decise di sacrificare un Tenente.
Si è ipotizzato che molti sull'Enterprise avessero cominciato a lamentarsi della presenza, chiaramente sospetta, di un Italiano in una posizione completamente inutile. In effetti in un futuro utopico e meritocratico come quello di Star Trek, la presenza di un Geologo stride un po'.
Chissà chi l'ha piazzato lì, insomma.

Ma c'è anche chi ha una visione più poetica (io) e vede, in fondo, che a quella massa numerosissima di giovani virgulti con la maglietta rossa, soldati semplici mandati a frotte verso l'ignota macellazione, mancasse una guida, e che per questa missione sia stato scelto il Tenete D'Amato, con il suo sguardo placido, il sopracciglio folto e il borsello di vero vitello.
L'unico Italiano arrivato lì dove nessun pizzaspaghettimandolinomafia era mai giunto prima.

In altri tipi di scrittura, spesso il "Sacrificial Lamb" è un parente o un amico strettissimo del protagonista, pur avendo solo lo spazio di mezzo paragrafo nella sceneggiatura. Qualcosa che scatena la motivazione eroica contro l'antagonista e dà la giusta dimensione di drammaticità al tutto.
Altre volte, abbiamo non propriamente "character" sacrificali, ma attori sacrificali.
E' per esempio il caso del tizio che ha interpretato Michael Knight nell'episodio pilota di Supercar.
Non ve lo ricordavate, eh? Michael Knight all'inizio si chiama Michael Long, ed è questo bel ragazzo:


Alla fine della prima puntata di Supercar viene pistolettato in faccia dalla bionda traditrice lì in secondo piano, ma raccolto ancora vivo e salvato dalla Fondazione capeggiata da Devon Knight - di cui abbiamo un filmato

Non è una foto, è un filmato, davvero. Compariva sempre così sullo schermettino nel cruscotto di KITT. Era un ventriloquo.
Purtroppo qualcosa va storto durante l'intervento di chirurgia plastica e il personaggio viene fuori con la faccia di David Hasselof.

Ecco, l'attore interprete di Michael pre-Knight, è tale Larry Anderson, il quale oltre a qualche comparsata non ha fatto più nulla, se non basare una carriera sul fatto di essere stato Michael Knight prima dell'incidente ed essere invitato a qualche tristissima convention di fan troppo sfigati per poter mandare l'invito a uno dei personaggi principali della serie.

Sic transit gloria immundi, come diceva il poeta. (?)

In ogni caso, questo articolo è stato scritto con l'intento di dare un po' di visibilità e rendere un po' di giustizia a una categoria con la quale da decenni scrittori, sceneggiatori e registi si divertono impunemente. Gente che spesso muore per cause nobili e giuste ma in maniera ridicola, e che finisce subito nel dimenticatoio dopo qualche lacrima da copione.

E ora il filmato commemorativo:



giovedì 3 maggio 2012

Fravia+ e l'inesplorata grandezza del Web

Richard Stallman (a sinistra) e Fravia+ 
Esattamente tre anni fa, il 3 maggio 2009, moriva una persona che, dopo essere stata di ispirazione a una intera generazione di hacker, stava cercando di smuovere dal basso il mondo della ricerca dei contenuti su Web.
Era conosciuto nel sottobosco informatico con uno dei suoi tanti nick, tra i quali Fravia+.
Si chiamava Francesco Vianello, ed era un umanista.
Alla faccia di tanti che pensano che fare studi umanisti (o fare qualsiasi tipo di studi) possa indirizzare meglio o peggio una mente. La differenza la fa sempre la persona, la propria curiosità.
Fravia+ aveva l'unica caratteristica che serve a una persona che voglia far spiccare la propria intelligenza in un certo campo: la curiosità.
E' grazie alla curiosità che, dopo essersi laureato in storia e filosofia a Venezia, è arrivato a parlare fluentemente cinque lingue e poi a diventare una delle figure più importanti nel mondo del reverse engineering.
Per chi non lo sapesse, il reverse engineering è un metodo investigativo applicato in ambito tecnologico: capire, osservando, smontando, ragionando, come funzioni una certa cosa.
Applicato all'informatica, è una delle tecniche più importanti per capire come funzioni un software.
E, certo, per sproteggerlo. Un'attività da hacker o da "cracker".
Ma come tutti gli ambiti scientifici e di ricerca, il reverse è innanzitutto una sfida per la mente. Perché è da lì che nasce l'attività hacker che poi fa tanto comodo a tante persone, perché è dagli hacker che nascono non solo le sprotezioni per i software commerciali, ma anche il free software che piace tanto perché non tocca il portafogli, o le tecniche più avanzate di sicurezza.
Solo scoprendo i buchi, si può migliorare. E l'attività di un reverse engineer è quella di capire e scardinare. O di riprodurre.
Lo si fa anche in ambito industriale: ogni industria ha il suo reparto di analisi concorrenza, per capire come funzionino i prodotti e crearne di migliori e più competitivi.
L'hacker però non lo fa per creare un prodotto commerciale, questa è la differenza.
E' interessante anche vedere come se lo scopo sia quello di violare per reimmettere un prodotto commerciale sul mercato, allora la cosa venga considerata legale. Se invece è per la gloria e per mettere un qualcosa a disposizione di molti, siamo nell'illegalità.
Paradossi di un mondo basato sullo scambio di foglietti colorati con su impresse delle cifre.
Una generazione di hacker che hanno trovato una miniera di informazioni, negli studi di Fravia+ e che poi sono diventati una generazione di informatici di alto livello.
Ma Fravia+ non è stato solo un reverse engineer, ma anche un innovatore e un osservatore, sempre al passo coi tempi. A un certo punto si cominciò ad occupare di qualcosa di più grande, e anche di più importante: la ricerca Web.
Ma anche qui notò subito una cosa: il Web, nella sua immensa grandezza, rimane per la maggior parte inesplorato. E sempre per colpa di qualcosa riconducibile alla commercialità: l'advertising.
I motori di ricerca, è chiaro, sono strumenti principalmente per fare denaro. L'informazione è denaro, nel mondo Web.
Essere trovati, essere cercati, è diventato un business.
Ma il business nasconde moltissime informazioni. Miliardi e miliardi di parole che non sono ricercabili perché non linkate, non indicizzate. Una massa di informazioni che rimane sommersa, irragiungibile se non conoscendo gli indirizzi precisi.
Quella che i motori di ricerca moderni ci danno è un'illusione di precisione nella ricerca.
In realtà ci costringono a cercare in recinti molto molto delimitati, e molto piccoli.
E' allora che la grande esperienza nel reverse è diventata anche una filosofia di ricerca.
Nell'ultima parte della sua carriera, Fravia+ ha cominciato a insegnare, tramite il suo sito (rozzo ed essenziale), come usare tecniche hacker di reverse per navigare ancora più a fondo il web. Tecniche di vera e propria investigazione per scovare le informazioni che per un motivo o nell'altro non sono raggiungibili tramite i classici motori di ricerca. Un lavoro che non può essere automatizzato e che può essere fatto solo muovendo le dita e il cervello, roba che è contraria a qualsiasi filosofia commerciale, che sfugge al grande inganno dell'ottimizzazione, e quindi per sua natura indigesta sia a chi fa parte dell'inganno, sia a chi si accontenta della pappa pronta che i motori di ricerca servono.
Se a volte riesco a trovare informazioni che altri non riescono a trovare tramite Google, io personalmente lo devo a quello che ho letto sul sito di Fravia+ - e non sono certo il migliore o il più competente degli alunni possibili, ma uno che lotta costantemente contro la propria ignoranza.
Non è una lettura semplice né per tutti, anche perché il sito è nello stile di chi ha visto nascere il Web: nessuna grafica, completamente in inglese, pagine con testi molto lunghi.
Purtroppo dal 3 Maggio 2009 in poi questo lavoro, non ha potuto essere più portato avanti, anche perché manca al mondo una persona con lo spessore tecnico e intellettuale di Francesco Vianello e che possa quindi proseguire un progetto così importante e così difficile.

Questo è ciò che scrisse, due mesi prima di andarsene:

Ehi, amici!

Non fatemi mica gli stracattolici piagnotti, per cortesia.

Non bisogna mai dar troppa corda al destino, senno' quello si monta 
la testa e crede davvero di poter fare quel che più gli aggrada, il
birichino. Il che non è mai detto. Né detta è mai l'ultima parola. 
Si vedrà... Chi vivrà vedrà, hahà :-)

Se/quando la morte poi arriva, la si guarda in faccia alteri, per 
farle capire che non si ha paura, come si fa da che mondo è mondo 
con le pantere (e con le zanzare).
Darsi un contegno, suvvia: "Maristella, non dar troppa corda a quel
signore!"

E via, via, son cose che succedono a tutti prima o poi (con rare
eccezioni, storicamente alquanto dubbie): tout passe, tout casse, 
tout lasse. E poi chissà: l'ultima frontiera? Magari è 
interessante, certamente sarà assai poco banale.

Ricordate dov'eravamo prima di venire al mondo? Li', proprio li'
torneremo, voilà. Tutto quel grigio: un posto calmo, quite cosy. 
Questo, l'adesso, è solo uno starnuto tra due eternità, 
probabilmente dovuto ad eccessive dosi di pepe :-)

Immagino inoltre che dandosi un universo infinito e un tempo infinito 
(se infiniti poi davvero sono) si possa comunque verificare -grazie 
alla matematica delle probabilità- una qualche forma di metempsicosi 
su scala plurigalattica: un lungo sonno senza sogni, e poi -zac!- 
la medesima -o pressoché- composizione di neuroni ecco che si ripropone,
deus ex machina, e si va ad affrontare magari un altro round di reversing 
in un'altra, differente, concomitanza d'eventi.
Grazie a dio senza ricordi (altrimenti sai che noia alla lunga), ma 
sempre come alle giostre: "altro giro, altra corsa", sperando il prossimo 
giro avvenga su di un pianeta con meno imbecilli.

Nel frattempo, carpe diem! Godiamocela: beviamo e leggiamo e giochiamo e 
studiamo e fotografiamo e scriviamo e cantiamo e passiamo lunghe serate 
a guardar le stelle, se possibile circondati di amici ed amori.
Sempre beninteso "ridendo in faccia a monna morte ed al destino", 
come dicevano quei minchioni dei futuristi sfiorando "le onde nere 
sulle torrette fiere nella fitta oscurità" andandosene "pel vasto mar" 
(noi anche per certi versi, ma, costretti purtroppo a svendere la nostra 
amata vertue, oramai solo giocando -grazie a wine- a silent hunter III 
con i brin nella variante "mediterranean" :-)

Ma ogniqualvolta possibile è meglio abbandonare i pallidi schermi ed 
uscire: assapporiamo i crepuscoli a spasso per i centri storici con le
nostre compagne, facciamoci accarezzare dal vento e dal sole sulle spiagge,
cerchiamo conchiglie con i nostri figli. Ce ne sono di bellissime.

mercoledì 25 aprile 2012

Ne uccide più la matita, davvero.

A volte si pensa che fare qualcosa contro le mafie sia estremamente difficile e impegnativo.
Invece no, c'è uno strumento utilissimo, ed è quello della preferenza sul voto.
C'è una cosa che pochi sanno e immaginano: nei consigli comunali, anche di grandi città, si entra con pochi voti. Con poche centinaia di voti si può diventare consigliere comunale anche a Milano. Undici voti per San Giuliano, poco più per Pavia.
Questo perché sono pochissime le persone che esprimono preferenze, e quindi il numero di quelle necessarie per garantirsi un posto in consiglio comunale, si abbassa.
Non sto dicendo di votare a destra, a sinistra o al centro. Le mafie, a livello locale, parlano con tutti, parlano con chi amministra. E se da una parte noi cittadini spesso ci dimentichiamo di specificare una preferenza accanto al nostro voto, dall'altra i mafiosi sono bravissimi a concentrare le preferenze verso quei personaggi che, una volta eletti come consiglieri, saranno utili quando si discuterà di appalti pubblici.
Quindi non c'è bisogno di essere eroi, non c'è bisogno di andare in piazza né di chissà quale gesto eclatante, per mettere i bastoni tra le ruote alla mafia: basta chiudersi nella cabina elettorale, e oltre a segnare la X sul simbolo che vi piace, indicare anche una preferenza, scrivendo il nome di uno dei candidati. Se ce n'è uno che è di vostra fiducia, ancora meglio. Altrimenti le liste con i nomi sono appese fuori ciascun seggio, basta scegliere.
Il voto mafioso esiste al Nord, come al centro e come al Sud.
Più preferenze "pulite" vuol dire che le preferenze pilotate dalla mafia varranno meno e non sarà così facile per loro piazzare i loro faccendieri nei comuni.
La cosa importante è che lo sappiano in tanti, perché il meccanismo è sì semplice, ma anche poco conosciuto.
La mafia si muove tanto bene, dove gli altri non guardano.

Parlatene in giro, se vi va condividete questo articolo su Facebook, su G+, ditelo agli amici di comuni nei quali ci saranno le elezioni, e spingete anche su twitter, dove è nata la campagna #preferenzepulite.
A volte usare i mezzi che abbiamo per le mani in modo utile è davvero facile.
Perché non farlo?

domenica 15 aprile 2012

Battleship: colpito e affondato.

Questo è un giorno storico.
Sono anni che, di tanto in tanto, parcheggio la mia cinefilia e insieme a degni compagni andiamo a vedere le peggio cacate blockbusterose piene di effetti speciali, al fine di stilare una classifica un po' particolare.
Per entrare in questa classifica, non basta che il film in questione sia pieno di bombe a mano e tricchetracche e di basse pretese neuronali.
No.
Deve essere talmente pieno di cazzate da fare il giro e diventare sublime.
Posto che ci sono pellicole non inseribili per manifesta superiorità, e parlo in particolare di Talos e de La Leggenda degli Uomini Straordinari (la sequenza del Nautilus che viaggia tranquillo per i canali di Venezia e rimane incastrato sotto il ponte dei sospiri digitalmente innalzato a circa 70 metri dal suolo, rimarrà sempre nei nostri cuori), da anni, da troppi anni la testa della classifica non si muoveva, ed il primo posto era appannaggio de La Mummia - il Ritorno, che aveva scalzato La Mummia, il quale aveva scalzato Dante's Peak, eccetera.
Ma oggi è uscito il film che io piazzo diretto, come new entry, al primo posto.

Battleship

Qui siamo di fronte a qualcosa di vero livello.
PREMESSA: da qui in poi sarà pieno di spoiler. Quindi se non vuoi rovinarti la visione della originalissima trama alla base di questo capolavoro, cambia sito.

Ci sono due veri fratelli americani. Si vede che sono veri fratelli americani perché uno è biondo, bello, con gli occhi chiari, i capelli con la riga da una parte, coscienzioso e si sta per arruolare in marina, mentre l'altro è moro, occhi neri, figo, ribelle, coi capelli lunghi, randagio e cazzone.

A sinistra il biondo coscienzioso, a destra il randagio con grande potenziale che però lo spreca perché non si applica. Due gocce d'acqua.
Il cazzone vede lei, la fighetta, e si fa arrestare per conquistarla, ma il fratello coscienzioso si arrabbia perché sai chi è lei? Lo sai chi è?
Chi è?
Chi volete che sia, la figlia del generale della Marina nella quale lui si sta per arruolare, quindi sai che facciamo? Ci arruoliamo tutti e due perché tu devi mettere la testa a posto.

A sinistra foto di coppia della fighetta aristocratica con il bel gnoccone ribelle ma dal cuore coraggioso. A destra la fighetta e basta.


Ma sorvoliamo.
Sullo sfondo di questa ORIGINALISSIMA pantomima familiare americana, c'è che alla NASA (ovviamente popolata da nerd geniali ma brutti come il colera e con la barba incolta) hanno fatto una scoperta EPOCALE. Hanno scoperto che un pianeta, per ospitare la vita, deve essere alla giusta distanza dalla sua Stella.
Né troppo vicino.
Né troppo lontano.
Il direttore della NASA vince lo Zecchino d'Oro perché la commissione del Nobel nel frattempo si è uccisa in coro.
Quindi annunciano in diretta mondiale che hanno trovato un pianeta in un'altra galassia, né troppo vicino né troppo lontano dal suo Sole.
Questo pianeta che tutti cercavano (?) e che nessuno trovava, come lo chiamano?
Punto Pianeta G.
Tutti felici allora su una montagnetta vicino a Pearl Harbor (bella scelta) installano dei super trasmettitori di un qualche tipo di segnale che grazie a un satellite rimbalza-segnale spedisce impulsi al Punto Pianeta G.
In caso ci fosse vita. Hai visto mai.
[pignoleria mode on]
Ora, piccola considerazione scientifica.
Se questo Punto Pianeta G lo stavano cercando da anni senza trovarlo, quando lo trovano si presume che sia piuttosto lontano. Il sistema planetario extrasolare più vicino al nostro dista 15 anni luce, o poco più (Gliese 876). Questo vorrebbe dire che un impulso radio lanciato dalla terra, viaggiando alla velocità della luce nello spazio, impiegherebbe 15 anni a raggiungere uno di quei pianeti.
Mettiamo che questo Punto Pianeta G distasse 15 anni luce, vorrei capire come cazzo fanno gli alieni a essere lì nel giro di pochissimo.
[pignoleria mode off]
Ma sorvoliamo, mica siamo a un convegno di scienza.
Questa è Hollywood, baby, e non puoi farci niente.
Succede allora una cosa originalissima. Gli alieni, incazzatissimi perché il segnale lanciato dalla terra gli disturba le trasmissioni di Real Life, arrivano con 5 oggetti volanti supercorazzati, che dovrebbero essere 4 navi e un sistema di comunicazione (per chiamare rinforzi una volta stabiliti.)
Ma anche qui è in agguato lo sceneggiatore folle di Hollywood. Gli alieni hanno delle navi supercazzute con le quali riescono a viaggiare più veloci della luce fregandosene di leggi della fisica, autovelox, tutor e tutto il resto, ma quella che porta il sistema di comunicazione inciampa in un satellite nell'orbita terrestre probabilmente lanciato negli anni 60 e si schianta su Pechino facendo migliaia di vittime cinesi, tanto sono tutti uguali a non se ne accorge nessuno. Dal che si deduce che le astronavi degli alieni non hanno manco un cazzo di radar.
Quindi saranno costretti a conquistare la montagnetta con il ripetitore della NASA.
Ma sorvoliamo.
Le altre quattro navi ammarano nell'oceano pacifico poco a largo delle Hawaii, dove, GUARDACASO, il figaccione, il fratello e il papà della gnocca sono impegnati in un convegno-esercitazione internazionale dove ci sono le forze navali di 15 Paesi di tutto il mondo, ma si vedono solo americani e giappi.
C'è anche spazio per una partita di calcio, la finale della Coppa dell'Amicizia Ritrovata Tra USA e Giappi a Pearl Harbor Ma Mica Troppo, perché ovviamente il figaccione ora è in marina, ha i capelli corti, si sta un po' raddrizzando, ma come indole è sempre una testa calda, quindi sebbene si procuri il rigore per pareggiare al 90° a causa di un fallo subito dal suo nemico Giappo pari-grado, lo sbaglia miseramente facendo così aumentare il suo astio nei confronti degli amici Giappi ma non troppo amici.
Oh, se volete prendervi qualcosa da mangiare fate pure, ché sono passati circa 20 minuti di film.
C'è anche un grazioso siparietto dove il figaccione testacalda, che ha anche il problema di andare dal generale a chiedere la mano della figlia, si pesta con il nemico/rivale giappo e incassa non solo l'incazzatura del potenziale suocero graduato, ma anche la promessa di venire buttato fuori dalla Marina non appena finita l'esercitazione.
A sinitra, figaccione testacalda muto e punito. A destra, papà generale della gnocca visibilmente contrariato.

"Così tanti cliché da esplorare e così poco tempo" pare che fosse il motto degli sceneggiatori.
Ma sorvoliamo.
Le corazzate partono per l'esercitazione dell'Amicizia, e nel frattempo c'è il casino delle navi aliene che si schiantano.
Il Pentagono allerta la NASA che allerta la montagnetta con il nerd che smanetta sul ripetitore che dice una cosa che non immagina nessuno, e cioè che mo' sono cazzi.
Intanto l'esercitazione delle navi continua.
La flotta comprende:
- Nave ammiragliona portaerei con il papà-Generale della fighetta (Liam Neeson)
- Nave meno ammiragliona con il fratello biondo e con la faccia da pirla
- Nave giappa discreta con nemico/rivale del figaccione
- Bagnarola con figaccione sulla quale c'è anche Rihanna in versione soldatessa sboccata ma simpatica, decisa e furbetta.
Ovviamente le navi aliene hanno ammarato proprio sulla rotta dell'esercitazione dell'amicizia e quale è la sottile strategia militare?
Nave ammiragliona dietro.
Davanti la nave giappa, la nave del fratello con la testa a posto e la bagnarola del figaccione.
Partono su un gommone, alla volta delle strane strutture ammarate: il figaccione, Rihanna, un roscio chiacchierone ma simpatico e un altro tizio messicano palestrato con la faccia da duro e il cuore tenero che avrà sicuramente occasione di dimostrare il proprio coraggio. Sono tutti uguali, li riconosci subito.
A sinistra, il figaccione. A destra, Rihanna che sta ascoltando il suo ultimo disco. Un po' dappertutto: espressioni di profonda intelligenza.

Qui comincia il casino.
Le strutture si trasformano in navi aliene. Ma non astronavi, perché se sei arrivato dallo spazio alla velocità del vaffanculo è troppo difficile poi volare anche sulla Terra, quindi si trasformano in navi galleggiose.
Che un po' galleggiano un po' volano e quindi quando vanno sembrano tipo Phelps che nuota a farfalla.
Le navi aliene erigono una altissima cupola elettromagnetica che isola le navi dei fratelli e dei giappi dal resto della flotta.
Gli americani dell'ammiragliona, rimasti fuori da questo scudo impenetrabile oltre il quale non si vede né si riesce a comunicare via radio che fanno, nella loro sottile furbizia strategica?
Fanno volare un caccia che ovviamente in tempo due secondi va a sbriciolarsi contro lo scudo alieno.
E quindi capisci che è vero che lì fanno tutto più in grande. Io per vedere se una cosa sia veramente impenetrabile ci lancio un sasso.
Loro ci lanciano contro un caccia.
Ma sorvoliamo.
Dove è finita la fighetta nel frattempo?
Beh, lei è una fisioterapista ed è ovviamente rimasta a terra e assiste dei militari che hanno subito mutilazioni e fanno fisioterapia con gli arti meccanici. Prende in cura un altro personaggio ORIGINALISSIMO: ex militare decorato al valore, diversamente bianco, che ha perso insieme alle due gambe anche la voglia di lottare. Allora lo porta a fare una passeggiata dove?
Dove?
Sulla montagnetta dove c'è il ripetitore della NASA che nel frattempo una divisione degli alieni sta espugnando.
Tutta questa originalità deve aver spossato gli sceneggiatori, che ci inseriscono ovviamente due/tre scene di palle rotanti seghettate aliene che vanno in giro a caso a spaccare fuori strade, piloni autostradali e campi da baseball.
Intanto, in mare...
La dura battaglia si ingaggia e qui posso anche andare avanti veloce, perché tra atti eroici, Davide contro Golia, Salvate il soldato Ryan, Guerre Stellari e via dicendo con altre gamelle di luoghi comuni vari pescati dappertutto, il fratello biondo, alto, con la faccia da pirla e uomo da sposare viene blastato dagli alieni, il rivale/nemico giappo diventa il migliore amico del figaccione che si ritrova comandante di una nave e che addirittura, dopo averla sacrificata per distruggere la penultima nave aliena, riesce a raggiungere un porto (non si capisce bene la dinamica) nel quale è ormeggiata l'incrociatore Missouri della seconda guerra mondiale, oramai una nave-museo, e ha l'idea di rimetterla in acqua per andare a combattere il mosrtone finale, che è ancora lì in mezzo al mar.
Nel frattempo la fighetta, con l'ex-marine diversamente caucasico, ha avuto modo di capire tutto, grazie anche all'aiuto del nerd che smanettava sul ripetitore nella montagnetta, e tramite un commodore 64 riescono a mettersi in comunicazione con il figaccione attraverso lo scudo elettromagnetico degli alieni. In un tripudio di "ti amo" e "ti amo me too", gli dicono di riservare un colpo per bombardare la montagnetta prima che gli alieni finiscano di leggere le istruzioni del ripetitore e comunicare con il loro pianeta. (che poi voglio dire, loro per arrivare hanno seguito il segnale radio inviato dalla terra. Prima di partire avranno detto: "oh, andiamo a queste coordinate. Sì sì, il tagliando l'abbiamo fatto. Sì i panini ce li abbiamo. Sì anche il telepass, che palle!", quindi che cazzo di bisogno c'è che chiamino il pianeta madre? Prima o poi arriveranno anche gli altri, no?)
Ma sorvoliamo.
L'equipaggio del figaccione oramai è ridotto a se stesso, a Rihanna, al tizio roscio e chiacchierone ma simpatico, al messicanone duro ma buono e all'ormai inseparabile amico Giappo, con il quale citano continuamente l'Arte della Guerra. (mancava, come cliché)
Il messicanone dice: "Ma questa nave va a gasse e vapore! E siamo pochi per governarla!"
E chi spunta?
Dai, potete immaginarlo.
Siamo su una nave-museo ormeggiata.
Vecchia ma gloriosa.
Ultima speranza per l'America (che grande Paese!) e per il mondo.
Bravi, avete indovinato.
OVVIAMENTE il vecchio equipaggio ottuagenario, vecchietti che hanno dato tanto al loro paese e, visto che i cantieri da andare a guardare sono finiti, sono pronti a rimettersi in mare e dare una mano a tutti quei ragazzi che si chiamano tutti "figliolo" e che impettiti rispondono "sissignore".
Dai, le vecchie gloria indaiuessèi mancavano.
La nave parte.
Si dirige verso il mostrone finale. La battaglia finale non manca proprio di nulla: ardite manovre, vecchietti coriacei che smitragliano felici, giovani soldati coraggiosi, distruzione della montagnetta ricetrasmittente con il soldato mutilato diversamente non negro che ritrova la voglia di combattere e fa a pugni con un alieno, e addirittura la cavalleria, perché nel frattempo lo scudo magnetico alieno si è dissolto e il papà-generale è riuscito a intervenire.
Rihanna che smitraglia. Credibilissima.

Finale che non delude: medaglie per tutti, due Grammy per Rihanna, una nuova medaglia per l'ex marine diversamente abile e moderatamente scuro di carnagione, un ambrogino d'oro per il fratello biondo stramorto e il suocero-generale che acconsente allo sposalizio della figlia gnocca con il figaccione che sarà anche una testacalda, ma come cavalca i luoghi comuni lui, nessuno.



God Bless stafava.


venerdì 13 aprile 2012

La sua forza è nel culo

Buongiorno, bambini.
Oggi vi parlerò dell'animale strutturalmente perfetto.
Personalmente, penso che sia l'animale che più si avvicini all'idea di divinità, per diversi motivi.
Sapete tutti della mia passione per lo stercoraro (gli ho dedicato pure la mia apocalittica copertina qui in alto), animale che più di tutti rappresenta i concetti di "amore", "dedizione", "costanza".
Un modello, per me.
Ma purtroppo, come tutto ciò che è poetico, è estremamente fragile. Egli è un ottimo messaggero dell'amore universale, ma non può in alcun modo essere considerato divino.
Allora quale è questo animale a immagine e somiglianza del quale mi piacerebbe essere stato creato?

Il Vombato.

Già il nome è una figata. E' tondo, simpatico ma contemporaneamente incute rispetto.
"Formichiere" fa ridere.
"Koala" anche.
Non parliamo di "Canguro" o "Giuliano Ferrara".
Mentre avere sulla carta d'identità "Vombato" è una cosa da paura, tipo avere "Spazzacamino" (una volta a un rinnovo di carta d'identità ho provato a farmi mettere spazzacamino nella professione, ma la zoccola non ha voluto, mi diceva: "se vuole mettiamo operaio" e alla fine mi sono fatto mettere "libero professionista". Ma ci riproverò. La prossima volta cercherò di farci scrivere "calafataio").

Ma cosa rende così speciale il Vombato?
E' un animale contemporaneamente pacifico e invincibile.
Non è un predatore, in quanto è erbivoro, ma se lo fate incazzare e vi assalta è come avere contro un cinghiale.
E' peloso e setoloso, ma ha una faccia pituffolosa.
E' pigro e si muove lentamente, ma se inseguito può raggiungere quasi i 50 km/h e tenere questa velocità per due minuti.
Scava gallerie. Complessissimi sistemi di gallerie.
E' un marsupiale, quindi è nerd (tutti i nerd hanno il marsupio).
Ha l'apertura rivolta non verso la testa, ma verso il culo, così quando scava non ci entra la terra dentro.
Ma veniamo al culo.
La potenza del Vombato sta nel culo.
Il Vombato ha un culo talmente sodo e duro che in confronto la Hunziker è Margherita Hack.
Dovete sapere che sul culo ha uno strato spessissimo di epidermide e cartilagine, il che rende impossibile per i suoi inseguitori ferirlo o catturarlo, anzi! Il Vombato si rifugia nella prima tana disponibile e con il culo la TAPPA, per impedire l'accesso al suo inseguitore. Ha un culo talmente invincibile che lo usa come scudo per sé e per i suoi simili. Ma non è finita.
E' anche un fine stratega. Visto che la sua potenza è il culo, unito alle zampe tozze e muscolosissime, attua spesso una tecnica di difesa geniale: lascia uno spazio in alto, tra il culo e l'entrata della tana, in modo che lo stupido predatore cerchi di insinuare la testa in questo spazio. Quando lo fa, il Vombato spinge con le zampe posteriori e spappola la testa del suo nemico schiacciandola con il suo superculo corazzato.
Anche se sarete già abbastanza convinti del fatto che il Vombato sia l'animale più fantastico del mondo, devo ancora dirvi la prova definitiva della sua Grandezza.
E viene sempre dal culo.
Il Vombato fa la cacca a cubetti.
Provateci voi. Neanche concentrandovi tantissimo riuscireste mai a fare la cacca a cubetti.
Solo un essere Superiore può riuscire a fare tanto col culo.
Que viva el Vombato!

mercoledì 11 aprile 2012

L'Utente Solitario dell'Apocalisse

E' uno dei più grandi incubi di ogni tennico informatico. Ma prima di capire chi sia questo essere demoniaco, è bene - soprattutto per i profani - conoscere una delle leggi fondamentali della risoluzione problemi, baluardo culturale di ciascun tennico in ogni campo tennologico.



La causa del 99,99% dei problemi risiede tra il monitor e la sedia.

(corollario: "Se non capisci la frase precedente, molto probabilmente sei parte del problema, oppure sei un sistemista di rete")


Da questa legge deriva quindi la categorizzazione di tutti i tipi di utonti con i quali un tennico ha a che fare, ognuno dei quali può essere affrontato in modo diverso, ma sempre efficacemente.
Dalla Vecchina al Finto-Esperto, dall'Amministratore Delegato alla Segretaria, dallo Scaricatore Compulsivo all'Installatore Folle di Demo-CD allegati a riviste improponibili (spesso imparentato con lo Smanettone e con il Wannabe Tennico), nessuna di queste bestie è invincibile. La misura dell'esperienza di un tennico sta proprio in quanto tempo riesce a capire la natura dell'animale che si trova davanti, per decidere quindi in fretta quale sia la strategia migliore per risolvere il SUO problema (che a volte si riversa anche nel Computer, ma spesso è solo un SUO problema) e venirne fuori in tempo utile per non impazzire o compiere una strage.

I giovani tennici delle nuove leve (diciamo nati dalla metà degli anni 90 in poi), calati in situazioni nelle quali ci siamo trovati noi vecchi qundici o venti anni fa, probabilmente impazzirebbero e scapperebbero urlando.
Ma bando a certe auto-sbrodolate da vecchio veterano che annusa l'odore delle proprie flatulenze, veniamo al maledetto e temibile UTENTE SOLITARIO DELL'APOCALISSE.

Può essere uomo o donna, giovane o vecchio, docile o brutto, ma agli occhi del tennico apparirà sempre minaccioso e disgustoso, come l'essere della foto lì in alto (Il Motociclista Solitario dell'Apocalisse del film Arizona Junior).
Molti tennici - fortunati - l'hanno incontrato solo nei loro incubi.
Altri pensano che sia solo una leggenda con la quale mettere a letto i cuccioli di tennico, se non spegnete la luce e non vi mettete a dormire l'utente solitario dell'apocalisse verrà a prendervi!
Altri ancora pensano che sia solo una leggenda metropolitana.
Quello che è certo è che non esiste una strategia.
Lui ha ragione.
Lui ha fretta, perché è autorevole ma non autoritario.
Lui lavora, non gioca.
Lui non scarica zozzerie.
Lui non installa stronzate.
Lui non ha fatto effettivamente nulla di sbagliato, eppure il pc non funziona.
Lui non chatta.
Lui non va su Facebook.
Lui non invade il tuo campo ma ne sa abbastanza per non subire le supercazzole con cui un tennico cerca di prendere tempo (Vede, si è debufferizzato il cluster di ridondanza ciclica tra lo stack del bios e l'overflow del byte-code asincrono, tipico di hardware prodotti nella parte sudovest di Taiwan, quindi temo che si dovrà operare una demagnetizzazione completa e poi una re-compilazione a livello di linguaggio macchina del brum del mmmmhh e quindi ci vorranno circa un paio di giorni, devo portare il computer in laboratorio.)
No, tutto questo con lui non vale.
Il Computer DEVE funzionare, ma non funziona.

E tu sei lì, a sudare freddo, a cercare di innestare bestemmie con altre bestemmie per far finalmente incazzare il Dio giusto, sperando che ti fulmini lì, su due piedi.

State attenti all'Utente Solitario dell'Apocalisse.
Viene di notte a rapirvi.
E non vi lascerà mai più andare via.

martedì 3 aprile 2012

Di Resurrezione, Respawn e Religioni

Intanto chiariamo una cosa.
Il concetto di Resurrezione (o Risurrezione, è uguale sia con la i che con la e, a me piace più con la e perché mi pare meno bovino.) non è appannaggio di Gesù, ma è una cosa che risale a molto prima.
Ma comunque visto che ci avviciniamo alla Pasqua, questo articolo potrebbe avere più visite perché in questo periodo la Resurrezione va un casino.

Vedremo anche come questo sia un concetto proto-nerd e come si adatti benissimo all'attuale mondo tecnologico-barbarico che si va delineando e che gli storici del futuro chiameranno Media Evo.
Facciamo prima un parallelo tra due voci di Wikipedia, che è quella cosa che viene considerata validissima fonte quando nelle discussioni ti dà ragione, e inaffidabilissima quando ti dà torto.

RESURREZIONE
La risurrezione o resurrezione è il ritorno alla vita dopo la morte con una analogia al risveglio successivo al sonno.

RESPAWN (all'interno della voce "SPAWN")
Il respawn consiste nella riapparizione di un personaggio o di un nemico dopo la sua morte o distruzione.

Altre analogie tra questi concetti:

- nascono in ambiti di fantasia come le religioni e i videogiochi (anche se il mondo di Diablo III sappiamo tutti che esiste veramente)
- sono inseriti all'interno di un percorso che presuppone delle "prove" o una "prova finale"
- riguardano spesso personaggi o buonissimi o cattivissimi, a seconda dei punti di vista
- sia per le religioni che per i videogiochi servono a non far finire troppo presto il giochetto
- dopo la resurrezione/respawn il personaggio principale può godere di maggiore esperienza/poteri oppure perdere tutto, a seconda del gioco o della religione.

Gli antichi Egizi avevano capito quanto fosse importante la "dotazione". E' per questo che si facevano seppellire con ori, e statuette che rappresentavano cibo, servitori, animali da compagnia e via dicendo. All'atto del respawn, di fronte a Anubi e Horus, potevano quindi bullarsi di avere un sacco di item, statuine e giocare a Doungeon & Dragons contro Osiride.

Non parliamo poi dei Greci.
Sulla resurrezione sono fichissimi: c'era più gente che ritornava dall'Ade di quanta non ne entrasse. Questo perché i Greci avevano la sana abitudine di salvare spesso la partita.
La cosa bella delle religioni pre-elleniche e quelle elleniche, anche quando si sono mischiate poi con quelle Orientali in seguito al fichissimo tour di Alessandro Magno, è che in sostanza chiunque poteva reincarnarsi più volte anche nello stesso corpo e nella stessa vita, perché la cosa dipendeva dagli Dei, da quanto eri importante per la trama del gioco, eccetera. Insomma, la roba spacciata da prima dei Greci a prima degli Ebrei era un sacco più giocabile, più accattivante, nonostante la grafica fosse più approssimativa nei dipinti. Il Cristianesimo sarà anche stato a 16 bit, pieno di effetti speciali e un sonoro della Madonna, ma a me i Coreuti di Sofocle piacevano un casino di più.
Per lo meno c'era una scelta. Vuoi respawnare in un nuovo personaggio dimenticando tutto quello che è successo prima e ricominciando da capo?
Bene, bevi un po' di acqua del fiume Lete e vai (nota: per chiunque abbia fatto studi classici, l'azienda che si è scelta questo nome per il suo beveraggio di H2O in bottiglia, ha fatto proprio una scelta di merda. Io quando passo davanti allo scaffale al supermercato, una grattatina di balle me la tiro, non so voi.)
Se invece vuoi ritornare per i cavoli tuoi nella tua vita, puoi sempre sfidare Thanatos, impietosire Zeus, fare l'occhiolino a Persefone, raggirare Ade... insomma, dipende da quanto sei su di livello nel gioco.
I Niubbi (per i non nerd: newbie, principianti) ricominciano la campagna.
Io che invece sono re Admeto e sono amico di Eracle, se mi muore la moglie lo dico a Eracle che va giù nell'Ade a farla risorgere a forza di calci in culo a Thanatos: è giusto, mi sono costruito una bella crew e mi gioco le mie carte.

Con gli Ebrei la cosa ha cominciato a perdere di fascino. Si cominciano a insinuare resurrezioni chirurgiche ed estremamente arbitrarie. Molto prima di Gesù già i profeti Elia ed Eliseo operano delle resurrezioni tipo quella che avrebbe poi reso famoso il Nazzareno in tutti i teatri di Las Vegas (si esibiva con il nome "Il Grande Nazzarini").
Pochi fortunati raccomandati vengono riportati in vita. Per tutti gli altri, c'è la resurrezione alla fine dei tempi. Che fregatura.
Mi fai risorgere, ma solo per salutare un attimo i tempi che finiscono, e poi? Insomma, non c'è continuità nel gioco, e sinceramente non capisco come Cristianesimo, Ebraismo e Islamismo abbiano potuto avere tutto questo successo commerciale.
Si festeggia ogni anno quello più bravo a risorgere e basta.
Insomma, che noia, visto che ci eravamo avremmo potuto fare una religione incentrata su Houdini.
Tra tutte le declinazioni Cristo-ebraico-islamiche è interessante la visione dei Testimoni di Geova: quando muori non esistono l'inferno e il purgatorio, ma solo un Paradiso che è un posto bucolico con le casette di legno tipo La Casa nella Prateria di cui abbiamo un filmato:




Tutti, anche i cattivi, si svegliano nel Paradiso, ma se non seguono la regola di Dio, quando moriranno la seconda volta, sarà per sempre.
E' un po' come i Laser game anni 80 se non avevi abbastanza monetine.
Infatti non se li cacava nessuno, i pochi a cui piacevano erano dei disadattati che rompevano le palle agli altri per imparare a giocarci.

Dopo Islam, Ebraismo e Cristianesimo, la resurrezione è diventata una cosa macabra, legata più che altro agli spiriti, ai fantasmi e agli zombie.
Insomma, si può dire che ci sia stato molto più genere horror e molta meno avventura.

I Buddhisti, compresi i finti buddhisti di scismi come i Soka Gakkai, credono invece in una cosa demenzialissima: la reincarnazione continua, che è di fatto la tua punizione. Poi un giorno, raggiungerai un tale livello di purificazione da arrivare al Nirvana, ovvero quello stato nel quale non ti reincarni più.
Sostanzialmente il Game Over totale eterno.
Anche qui: che palle.

Una nota finale per i seguaci di Scientology che non si capisce bene come la pensino, l'importante è che gli dai i tuoi soldi. Come tutte le religioni organizzate, ma loro molti di più. Però hanno questa cosa dei livelli, più spendi soldi più vai su di livello, come i coin op anni 90, e ad ogni livello la trama si fa sempre più intricata e fantascientifica, ti senti parte di un racconto con alieni succhiacervello, guerre intergalattiche, astronavi, john travolta e tom cruise, e quando sei superfichissimo dove ti spediscono?
Su un transatlantico che viaggia pacifico nell'Oceano (in acque internazionali, per non essere arrestati).
Praticamente sei lì che pensi di fare parte della fazione giusta nella guerra contro Xenu, imperatore galattico malvagissimo e dove ti ritrovi?
Qui:


IN LOVE BOAT!
Ma vaffanculo va, voi e Tom Crùz.